
Il restaurant cocktail bar nikkei di Torino Azotea ha presentato il nuovo menu degustazione Nazca, ispirato alle omonime linee peruviane tracciate sul terreno, geoglifi che da secoli vanno a formare più di 800 disegni raffiguranti animali comuni: dal colibrì (Q’enti) alla scimmia (K’usillu), fino al pappagallo (Opaloro), alla balena (Ballena), al condor (Kuntur) e al ragno (Uru). “Abbiamo scelto le linee di Nazca come tema del prossimo menù, perché ci davano la possibilità di raccontare il territorio peruviano, in particolare nella sua area meridionale, dove si trova l’altipiano arido su cui sono state disegnate queste linee” ha detto la co- titolare di Azotea, Noemi Dell’Agnello. “Per costruire il nuovo degustazione Azotea Experience, abbiamo fatto ricerca su ciascuno degli animali che abbiamo deciso di inserire in menu. Nei piatti in cui sono protagonisti” ha aggiunto lo chef Alexander Robles “sono stati utilizzati alcuni elementi della loro dieta, dell’habitat naturale che li ospita oppure, come nel caso del ragno, abbiamo provato noi a ricreare il loro contesto di vita”.
MENU DEGUSTAZIONE NAZCA: I PIATTI
Come i precedenti menu Azotea Experience, anche il percorso Nazca è composto da sei piatti salati, ognuno dei quali viene abbinato dal bar manager Matteo Fornaro a sips pensati ad hoc o presi in prestito dalla carta cocktail. L’idea è quella di offrire un’esperienza totalizzante, che possa far viaggiare con la mente nella natura peruviana. Se c’è spazio per alcuni piatti signature del restaurant-cocktail bar – il primo antipasto Opaloro e il secondo Kuntur – è intorno alle rivisitazioni dei piatti tradizionali che è stato costruito il menu. Il ceviche rivisto in chiave vegetale (K’usillu), con gli ingredienti che la scimmia raccoglie per nutrirsi (semi, frutta, verdura), viene abbinato a un twist sul Bloody Mary con tequila infuso al pane, fermentato di verdura, estratto di pomodoro, passion fruit e miele al peperoncino aji charapita. Alla Causa, riproposta nella variante con patata viola, aji amarillo, edamame, tonkatsu e aji rocoto (Q’enti), il bar manager Matteo Fornaro abbina un sip low alcohol con ancho verde, cordiale di carote con dragoncello e bucce di limone, mentre Ballena, il cui nome è stato scelto per la presenza di tutti i più grandi cetacei nelle Coste del Pacifico, viene abbinato con un drink profumato e dal sapore ricco, con rye whisky (di segale), fieno greco, sciroppo di granadilla, lime e cranberry. A completare il degustazione vi sono Uru ramen e Kuntur, due piatti in cui sono stati rispettivamente richiamati l’habitat del ragno, tramite l’utilizzo dei funghi della neve ed enoki, e la zona di Arequipa, molto presente in questo menu. I sorsi in abbinamento sono il signature Hongo y laurel, in cui è presente lo stesso mix di fungo peruviano e alloro del piatto di Robles, e il sip n° 6, realizzato con estratto di caigua, una verdura dal gusto simile al cetriolo, e yogurt greco, che permette di smorzare i sapori di gin, brandy e della trota salmonata.
LE TAPAS, LA CARTA E I COCKTAIL
Non mancano novità anche nella carta. Si parte dal Katsu Sando delle tapas, tipico street food giapponese realizzato con pan brioche fatto in casa, tostato con burro e ripieno di lingua di Fassone bollita, impanata con panko, fritta e condita con maionese con huacatay, miso, chipotle ed erba cipollina. Tra i piatti spicca l’Arroz de Mariscos, variante peruviana della paella importata dagli spagnoli che in questo menu diventa nikkei, per l’utilizzo di miso, salsa di soia, bok choi e uova di salmone, mentre fa il suo ritorno in carta la Moqueca, una zuppa di pesce leggermente piccante a base di latte di cocco, pomodoro, paprica, merluzzo, cozze e gamberi. Tra i dolci, l’unica novità è rappresentata dalla Leche asada, la versione sudamericana del crème caramel, proposta in una variante cremosa e delicata, con un caramello al pimento giamaicano, presente anche nel bananito. Ci sono novità anche nel menu cocktail, con il twist sul New York Sour con blend di whisky giapponese, sake frizzante e yuzu, Kochi Sour, e il Cactuar, composto da ancho rosso, Campari, vermouth e confettura di mango flambata con Grand Marnier.
INFLUENCERS’ CHOICE AWARD
Mercoledì 26 ottobre, all’IBM Studios Milan in Piazza Gae Aulenti, alla quarta edizione dei TheFork Restaurant Awards organizzati da TheFork e Identità Golose, il restaurant-cocktail bar di Torino Azotea è figurato tra le 10 aperture più apprezzate d’Italia secondo un novero di 46 top chef e secondo i lettori dell’applicazione TheFork. Candidato dallo chef del ristorante Del Cambio Matteo Baronetto, durante la serata si è aggiudicato il premio Influencers’ Choice Award, per “aver saputo comunicare al meglio attraverso social e web il proprio concept, la sua location esclusiva e la sua continua ricerca di contaminazioni nippo-peruviane nelle sue mille sfumature”. Il premio consegnato dai cinque food influencer di Realize Networks Marco Bianchi, Chiara Maci, Michela Coppa, Gnambox e Mochohf è stato il miglior riconoscimento per un settore del ristorante che sta diventando sempre più fondamentale nella ristorazione di oggi.