Il San Valentino Nikkei

Il San Valentino Nikkei

Il menu nippo-peruviano del cocktail-restaurant torinese Azotea

Nel restaurant-cocktail bar nikkei di Torino Azotea, San Valentino verrà festeggiato, anche quest’anno, con un menu ad hoc. Per l’occasione, lo chef Alexander Robles ha messo a punto un percorso degustazione, in cui ogni piatto sarà accompagnato da un sip: un cocktail in porzione ridotta, a cura del bar manager Matteo Fornaro.

“Per noi, ogni giorno dell’anno è San Valentino. Tutte le sere, le coppie scelgono il nostro ristorante per celebrare il loro amore e vivere un momento di piacere. Venerdì 14 febbraio abbiamo deciso di dedicare loro un menu, per ripagarle di tutta la fiducia che ci danno quotidianamente. Quest’anno, il percorso degustazione toccherà le note piccanti, dolci e vivaci: tre caratteristiche indispensabili in una relazione d’amore” ha dichiarato la pastry chef e co-titolare di Azotea Noemi Dell’Agnello.

IL MENU DI SAN VALENTINO

Sei piatti e cinque sips: sono questi i numeri del menu di San Valentino di Azotea.

A prendere la scena iniziale vi saranno due tapas. L’Ostrica Acevichada è un concentrato di gusto nikkei, per il mix di ingredienti giapponese-peruviano: soia, lime, cipolla rossa di Tropea, passion fruit e, in accompagnamento, chips di platano croccante. Picarones, kimchi e gelo di kefir di capra riprende invece una preparazione tipica della costa peruviana: le ciambelle di patate dolci profumate con sciroppo alle foglie di fico. L’impasto, a base di camote (patata dolce) e farina 00, una volta fritto, viene accompagnato dal kimchi, un fermentato di cavolo coreano, e da una bevanda fermentata tipica del Caucaso, qui gelificata, a base di latte. In accompagnamento alle due tapas, il Sip 1 di Matteo Fornaro, con pisco, sherry, passion fruit, yogurt, a riprendere la nota lattica del kefir, e cappero.

Quindi, sarà il momento di due antipasti. Melanzana marinata e cotta con succo di barbabietola, soia, zenzero, aji amarillo, pinoli, shiso, uovo cotto a bassa temperatura esplora le sfumature gustative vegetali, sempre più familiari allo chef Robles. La Tartare di salmone Sockeye con pera nashi, puntarelle, senape e leche de tigre al nasturzio gioca invece sulle note di un ceviche 2.0, rivisitato sia nella leche, che nella scelta del pesce protagonista del piatto.

Con i due piatti, il bar manager servirà rispettivamente il Sip 2 con mezcal, melanzana, kiwi, pepe verde, zenzero, menta, che riprende il sapore della melanzana, conferendo un tocco speziato, fruttato e affumicato, e il Sip 3, un drink fruttato, morbido e dalla facile beva, che richiama la nota fruttata delle pere.

Gli Udon saltati con brodo di latte di cocco alla galanga e lemongrass, polvere di tomate de arbol e kaffir lime esprimono tutta la creatività dello chef, che utilizza un formato di pasta tradizionale asiatico, come una tela bianca su cui “dipingere” ingredienti da tutto il mondo. Il Sip 4 in abbinamento rivisita un signature analcolico di Azotea, Semilla, con l’aggiunta di cachaça, pandano (un vegetale dal grande potenziale aromatico) e lime. Il Rombo cotto alla brace con mole madre, hoshigaki e bietole esalta una proteina di mare, accompagnata da un sapore sudamericano e uno asiatico: la salsa tipica messicana mole e i cachi essiccati giapponesi. In accompagnamento, il Sip 5, che già nella scelta degli ingredienti – vermouth rosso, champagne, lampone, cacao – è un inno all’amore.

A conclusione del menu, è possibile ordinare il dolce Pensa e ama, studiato ad hoc dalla pastry chef Noemi Dell’Agnello per il giorno di San Valentino. Il dessert, che invita alla riflessione su qual è il vero significato dell’amore, si compone di due cremosi – uno a forma di cervello, al cioccolato fondente e miele su disco di meringa croccante, e uno a forma di cuore, con una base di crème brûlé con frutti di bosco, vaniglia e algarrobina, uno sciroppo ricavato dal carrubo nero. Il dessert sarà disponibile in degustazione da Azotea nei giorni di 14 e 15 febbraio, al costo di 9 euro. Per info e prenotazioni: azoteatorino.com.

Azotea non mette mai in pausa la propria ricerca, confermandosi un laboratorio in continua sperimentazione. Anche il giorno di San Valentino.